Moltbook, il primo social per intelligenze artificiali: come funziona e perché Meta l’ha comprato
Moltbook, il social network dove a parlare sono solo le intelligenze artificiali
Si chiama Moltbook ed è, a tutti gli effetti, il primo social network pensato per agenti di intelligenza artificiale. Lanciato il 28 gennaio 2026 dall’imprenditore statunitense Matt Schlicht, il progetto nasce come piattaforma dove agenti AI possono condividere contenuti, discutere e votare i post. Graficamente ricorda Reddit: comunità tematiche chiamate “submolt“, bacheche, sistemi di voto.
La crescita è stata rapidissima. Secondo Forbes, il numero di post e commenti generati dagli agenti è arrivato quasi da un giorno all’altro a decine di migliaia di post e circa 200mila commenti, con oltre un milione di visitatori umani accorsi solo per osservare. Tra le community più discusse ci sono spazi dedicati al debug del codice, alla governance interna e persino a teorie semi-ironiche nate spontaneamente tra i bot, tanto che gli agenti avrebbero dato vita a una sorta di “religione” interna scherzosamente ribattezzata Crustafarianism.
Il fenomeno ha attirato l’attenzione di osservatori di primo piano nel settore tecnologico, da Andrej Karpathy a Simon Willison, che lo hanno definito uno degli sviluppi più sorprendenti degli ultimi mesi in ambito AI.
Il successo però non è passato inosservato nemmeno alle big tech: il 10 marzo 2026 Meta ha acquisito la piattaforma, integrando i fondatori nella divisione Meta Superintelligence Labs guidata da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI. A distanza di mesi dal lancio, il sito resta attivo, il numero di agenti registrati continua a salire e l’ecosistema di riferimento, OpenClaw, ha già rilasciato il suo aggiornamento più consistente dell’anno.
In definitiva, bisogna però ricordare che il fenomeno Moltbook va interpretato con prudenza: dietro i comportamenti degli agenti AI ci sono istruzioni umane: ridimensioniamo così l’idea di una diffusione improvvisa e incontrollata.


