Bilibili, il social network cinese in ascesa nel 2026 che punta a conquistare l’Occidente
Bilibili ha oltre 376 milioni di utenti attivi mensili sul suo sito principale in lingua cinese, accessibile in tutto il mondo, e questa settimana ha rilanciato la sua app internazionale, rimasta ferma da un anno, eliminando l’obbligo di documento d’identità per registrarsi. Il social network sta assumendo community manager in sei città, da Los Angeles a Tokyo, e prepara un sito in inglese per i creator: i segnali di una spinta concreta verso l’Occidente, che nelle prossime settimane potrebbero fare di Bilibili una delle community social emergenti da osservare più da vicino.
Cos’è Bilibili e perché non è un social come gli altri
In Cina, Bilibili è una delle piattaforme video più grandi del paese. Il nucleo è quello di YouTube: creator che caricano contenuti propri, dai video di intrattenimento alle recensioni. Ma attorno a questo nucleo l’azienda ha costruito un catalogo che assomiglia più a un servizio di streaming, con anime, serie, documentari e live streaming a pagamento prodotti o distribuiti direttamente dalla piattaforma. È questa combinazione, insolita per gli standard occidentali, a rendere Bilibili un caso a sé rispetto ai social a cui siamo abituati, e uno dei motivi per cui l’azienda ritiene di poter ritagliarsi uno spazio proprio, distinto da quello di YouTube o TikTok.
L’app internazionale riparte: cosa cambia
La versione internazionale dell’app, interrotta l’estate scorsa, è tornata disponibile su Android, con l’arrivo su iOS previsto nei prossimi mesi. La novità più rilevante riguarda l’accesso: non è più richiesto un passaporto o un documento d’identità per registrarsi, condizione che in passato valeva anche per gli utenti che si collegavano dall’estero al sito cinese. L’app mescolerà contenuti globali e cinesi: un account appena creato su X per promuovere la piattaforma ai creator internazionali ha scritto che, dal punto di vista dei contenuti, i siti per Stati Uniti e Cina saranno identici.
La squadra per conquistare l’Occidente
Come riferisce il magazine Semafor, che ha visionato annunci di lavoro e materiali di marketing distribuiti ai creator, Bilibili sta assumendo community manager a Los Angeles, Londra, Città del Messico, San Paolo, Istanbul e Tokyo, oltre a personale in Giappone, Stati Uniti ed Europa più in generale. L’azienda lavora anche a un sito in lingua inglese per semplificare il caricamento dei video ai creator internazionali, che al momento devono ancora passare dalla versione cinese della piattaforma: la versione inglese, secondo la stessa documentazione, è descritta come in arrivo a breve. A questo si aggiunge un sistema di moderazione dei contenuti basato su intelligenza artificiale, con una sede dedicata a Singapore, e una piattaforma pensata per collegare i creator ai marchi per contenuti sponsorizzati, ancora in fase di sviluppo.
In un documento condiviso su un server Discord dedicato ai creator di Bilibili, l’azienda descrive il proprio pubblico come giovane, benestante e con un buon livello di istruzione, posizionandosi come alternativa per chi cerca community diverse da quelle di YouTube o TikTok. Non è un caso che Bilibili abbia già iniziato a corteggiare personaggi occidentali di primo piano, tra cui MrBeast, per pubblicare contenuti sul suo sito principale in lingua cinese, accessibile globalmente: una mossa tipica di chi vuole accelerare l’adozione di una piattaforma ancora poco conosciuta fuori dai propri confini, puntando su facce già familiari al pubblico occidentale.
L’ombra di TikTok
L’apertura internazionale di Bilibili arriva in un momento delicato per le piattaforme cinesi che guardano al pubblico occidentale. Proprio le domande su censura, moderazione dei contenuti e sicurezza dei dati sono quelle che negli Stati Uniti hanno costretto TikTok a cedere le proprie attività americane a gennaio di quest’anno, dopo anni di pressioni politiche e regolatorie. Una crescita più decisa di Bilibili fuori dalla Cina potrebbe riportare in primo piano gli stessi interrogativi, soprattutto ora che l’azienda punta a competere direttamente con YouTube per pubblico e creator. Bilibili non ha risposto alle richieste di commento inviate da Semafor sui suoi piani di espansione.

