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Video Advertising Trend 2017: 5 tendenze top da non perdere

Video Advertising Trend 2017: quali sono le ultime tendenze del momento? Scoprile ora!

Esplode sul web l’uso del Video Advertising, non ci sono dubbi entro il 2020 almeno l’80% del traffico internet sarà prodotto dalla visualizzazione di video, almeno così prevede Cisco (www.cisco.com) che sostiene l’interesse per la video advertising e afferma che aumenterà entro l’anno del 31%.

Il mercato avanza e, soprattutto è in continua evoluzione allineato alla nascita di nuove piattaforme,  nuovi formati e, chi più ne ha più ne metta.

Ma quali sono le ultime tendenze della Video Advertising? Vediamole nel dettaglio.

1. Il futuro della Video Advertising è il Social (I’m a social person baby)

C’è un semplice motivo per cui la video pubblicità cresce sui social, è una regola molta basica forse la più importante:  i social sono dove sono i consumatori. Semplice legge del mercato.

Vuoi o non vuoi, notizie, informazioni, gossip e buona parte di dati vengono condivisi sempre più spesso sotto forma di video.

Usato sapientemente è in grado di coinvolgere il consumatore e creare un legame emotivo di grande forza, lo sanno bene i markerters (commerciali/venditori) che puntano su questo per espandere la consapevolezza dei brands.

Il maggior esponente sul mercato al momento è ovviamente Facebook, le sue entrate economiche provengono da più di due terzi dalle pubblicità dei social network, ma anche le altre reti si stanno attrezzando.

Twitter ha ampliato le sue funzioni, per consentire agli utenti di monetizzare con i loro contenuti video, inserendo contenuti pre-roll (ovvero quei fastidiosi video pubblicitari che compaiono prima del video selezionato). Pinterest ha lanciato un video promozionale i merito.

2. Più opportunità con il mobile

Il suo potenziale è ancora tutto da esplorare, ma il mobile video è in rapida crescita.

Da poco Google ha introdotto il Video Advertising su mobile grazie a formati più veloci e performanti, con la previsione che, nel prossimo anno i progressi tecnologici permetteranno una pubblicità più coinvolgente.

La video ads sarà per il mobile sempre più accessibile, anche per le aziende più piccole.

3. Tutta la comunicazione via video

Le newsletters  giocano un ruolo fondamentale nel piano delle strategie di marketing, integrare video nelle mail (che verrà ricevuta da molti utenti) sarà sempre più usato, specialmente per aziende che vorranno sfruttare la loro efficacia come risorsa.

Questa tipologia di newsletters (con video incorporati), è attualmente la più aperta e cliccata rispetto a quelle più semplici. Creano una relazione con il destinatario e con strumenti come storytelling e narrazione creativa, le aziende si muoveranno nella direzione giusta.

4. Realtà Virtuale e Realtà Aumentata diventerà di massa

Facciamo una premessa: l’incredibile (quasi surreale) successo di Pokemon Go oltre a stupire i più scettici ci ha fatto capire che, i consumatori sono pronti per nuove esperienze di realtà aumentata.
Nuovi  prodotti come Google Cardboard e Daydrem stanno lavorando per avvicinare la realtà virtuale all’utente finale e quindi la video pubblicità sarà sempre più un’esperienza emozionale.

Segue questa corrente YouTube, che già offre video pubblicitari a 360°, mentre Sony è il primo marchio con la sua offerta a 360° di Snapchat. La previsione sarà che entro la fine del 2017, questa nuova tecnologia sarà la norma.

5. Video e durata, cambiano in base alla piattaforma

Nel corso degli ultimi due anni la lunghezza dei video ha subito un cambiamento, YouTube ha ridotto i video annunci a 6 secondi per esempio.

Facebook che detiene il successo, ha scoperto ancor prima che l’uso di video annunci più brevi mantiene l’attenzione del consumatore stabile.

Tirando le somme, nel  prossimo anno le aziende avranno bisogno di misurare il livello di gradimento alla risposta dell’uso di video ads in rete. Dovranno considerare molti fattori come per esempio: cosa vogliono ottenere con il video stesso?  Solo informare o divertire? Vogliono introdurre dei nuovi prodotti o confermare il legame dei consumatori già legati ai brands?
Vedremo gente, vedremo.

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