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Snapchat “shock”: no a 30 miliardi di Google

L’azienda americana rifiutò la maxi offerta di Big G nel 2016

Nell’estate in cui il calciomercato ha fatto registrare la supervendita di Neymar per 222 milioni di euro, la notizia del rifiuto di Snapchat ad un’offerta 135 volte più grande rischia di fare impallidire gli amanti dei grandi numeri.

Nella giornata di ieri era stata battuta la notizia del grande rifiuto di 30 miliardi di dollari offerti da BigG.

La società della Silicon Valley avrebbe voluto acquisire la società di Evan Spiegel, ricevendo un secco no.

Era soltanto il 2016 ed è incredibile come Snapchat, che è quotata sul mercato azionario statunitense, abbia rimandato al mittente un’offerta dal valore monetario incredibile, aggiungendolo ad un altro no, quello sventolato a Zuckerberg quando mise sul piatto “solamente” 3 miliardi di dollari.

Probabilmente è stato positivo non aver ceduto a Google, ma la situazione sul mercato azionario è preoccupante.

Snap Inc a picco

Per un Snapchat che rifiuta Google, vi è Snap Inc (azienda che controlla il fantasmino) rifiutata in borsa.

Come riportato in un articolo pubblicato su breakingtech.it, Snapchat è stata esclusa dall’indice S&P Composite 1500 delle aziende con diverse classi di azioni. Ed è stata rifiutata anche dagli indici S&P 500 e FTSE Russell, sempre a causa della presenza di azioni senza diritto di voto.

Parlando dello status sul mercato azionario, come già accennato lo stato di Snap Inc è preoccupante.

Il prezzo delle azioni della società detentrice di Snapchat è sceso sotti i 13 dollari, sotto ogni rosea aspettativa.

A maggior ragione se confrontato al valore massimo ottenuto (27 dollari) e alla base d’IPO (17 dollari).

Snapchat non è più leader del mercato ed è la fisionomia con cui appare agli occhi del mercato azionario. Colpa della concorrenza agguerrita, che continua a incrementare i suoi numeri in termini di utenti e di fatturato (vedesi Instagram con l’integrazione di Stories).

Instagram è stato il prodotto che ha depotenziato il social del fantasmino. E i numeri parlano chiaro:

  • Snapchat è cresciuta di solo il 5% nel Q1, dopo l’ingresso di Instagram Stories;
  • Nel Q2 2016, senza Instagram Stories vi era stato un incremento del 17,2%;
  • 166 milioni di utenti su Snapchat, 250 milioni su Instagram.

È probabile che Snapchat non voglia essere acquisita per provare a risollevarsi, puntando in altri ambiti.

Attenti ai droni

Evan Spiegel non ha intenzione di vedere morire il suo prodotto e nemmeno di venderlo al migliore offerente, probabilmente perché convinto di poter risollevare le sorti di Snapchat puntando su altri ambiti.

Non si spiegherebbe altrimenti l’offerta di acquisizione presentata all’azienda cinese Zero Zero Robotics.

Per chi non la conoscesse, Zero Zero Robotics si occupa di produrre droni venduti in tutto il globo terrestre.

La possibile vendita si aggirerebbe (ma non ci sono dati ancora ufficiali) per un ammontare di 200 milioni di dollari, un po’ meno di quanto la stessa Snapchat sborsò per Zenly, l’azienda francese produttrice di mappe (come la Snapchat map).

Questo potrebbe aprire nuovi spiragli di luce, attendendo di raccogliere i frutti degli occhiali Spectacles.

Per chi non fosse aggiornato, trattasi di un prodotto per la visione della realtà aumentata, altro cruccio di Snapchat.

Spectacles, mappe, droni. Riuscirà Snap Inc. a tornare a galla e soprattutto credibile agli occhi degli azionisti?

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