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Il robot MARIO, che assiste i malati di Alzheimer

Il robot MARIO assiste i malati di Alzheimer; esso è basato sul robot Kompai R&D, della Robosoft, in grado di assistere anziani e persone con disabilità

Si chiama MARIO, ed è il robot assistente che si prenderà cura degli anziani malati di Alzheimer, ed è finalmente arrivato nelle stanze del reparto di geriatria a Casa Sollievo della Sofferenza. Acronimo di “Managing active and healthy aging with use of caring service robots (Sistema di gestione dell’invecchiamento attivo e in salute mediante l’uso di robot assistito”).

Il progetto di ricerca è stato finanziato con quattro milioni di euro dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea, alla quale è partito nel febbraio del 2015, coinvolgendo ben dieci enti europei.

Il robot MARIO

Il robot MARIO
Il robot MARIO

Il nuovo progetto MARIO affronta le difficili sfide della solitudine, dell’isolamento e della demenza nelle persone anziane attraverso innovazioni e multi-sfaccettate invenzioni offerte dai robot di servizio. MARIO è basato sul robot Kompai R&D, della Robosoft, in grado di assistere anziani e persone con disabilità, parlando, comprendendo i discorsi e muovendosi in autonomia.

Questa piattaforma comprende una telecamera, un sistema wifi, una serie di sensori per la navigazione indoor e il rilevamento di ostacoli, riconoscimento vocale, un tablet, controller e interfacce che supportano il software facilitandone l’utilizzo.

Caratteristiche principali del robot MARIO

Il robot MARIO
Il robot MARIO
  • Integrazione della semantica robotica con gli esistenti dati strutturati e non strutturati, facendo leva sulle pratiche di integrazione dei dati attuali, come i Linked Data (dati collegati), gli standard RDF (Resource Description Framework), SPARQL e RIF del consorzio W3C…
  • “Entity-centric” knowledge management: ogni entità e le sue relazioni hanno una identità pubblica che fornisce un primo bagaglio di conoscenza usato dai robot. Tale identità è data da URI risolvibili che utilizzano semplicemente il Web e i protocolli Internet per rappresentare le entità del mondo reale.
  • Introduzione di semantic-web-oriented machine reading/listening nei robot. A questo scopo sarà esteso e migliorato FRED, uno strumento in grado di estrarre informazione dai testi e rappresentarle in grafici RDF.
  • Sviluppo di una MARIO Ontology Network (MON) utilizzando le ontologie per la robotica e l’automazione. MON sarà interconnessa anche con il “sentiment analysis framework”, che si occuperà degli stati d’animo e del riconoscimento delle espressioni.
  • Capacità di far progredire le conoscenze del robot imparando nuovi modelli dalla sua esperienza con gli utenti.

Osservando il comportamento dell’anziano, MARIO dovrà determinare una serie di valori, tra cui: attività basali e strumentali della vita quotidiana, presenza di più malattie, numero di farmaci, stato cognitivo, stato nutrizionale. In futuro potrà essere implementato anche di sofisticati sensori di mobilità per prevenire il rischio di cadute.

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