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Inflightfeed, nasce il sito dedicato ai menù serviti in aereo

Dopo 4 anni, 428miglia, 65 compagnie e 403 voli all’attivo, Nik Loukas è un esperto dei pasti a 10mila metri di quota. E le sue esperienze le condivide con il mondo, raccontando l’industria del cibo di bordo e dispensando consigli per non sbagliare. Eccone qualcuno: tutti i consigli del blog Inflightfeed.

Recensire un pasto… In aereo. Inflightfeed

C’è chi può vantare di frequentare solo tavole gourmet, chi non rinuncia a scovare il ristorante stellato in ogni città, chi viaggia in cerca di nuove e autentiche esperienze culinarie. Insomma, il mondo dei gastrofissati (che un tempo, lontano da derive mediatiche, si sarebbero chiamati semplicemente buongustai) è bello perché è vario. E la voglia di condividere le proprie opinioni in rete rende un po’ tutti giudici e censori indiscussi.

Così, navigando sul web, può capitare di imbattersi nella trovata di Nik Loukas, 428mila miglia nei cieli all’attivo e 44 Paesi visitati negli ultimi 4 anni, quando cominciava l’avventura del blog Inflightfeed, uno spaccato di “critica gastronomica” delle compagnie aeree di tutto il mondo che prende in esame la qualità dei pasti offerti in volo. Australiano di nascita e irlandese d’adozione Loukas in passato lavorava per una compagnia aerea, con l’incarico di mantenere i rapporti con i fornitori di catering, e proprio l’esperienza maturata sul campo l’ha portato a maturare l’idea che l’ha reso celebre nel mondo:

Ho scoperto che amo imparare tutto del settore, da come il cibo è selezionato a come è caricato a bordo dei velivoli, compreso tutto ciò che c’è nel mezzo. Se i passeggeri sapessero solo la metà delle pratiche che le compagnie svolgono per servire loro i pasti ne rimarrebbero sorpresi” dichiarava qualche tempo fa alla Cnn, ricordando dove tutto è cominciato.

Inflightfeed
Inflightfeed

Il blog e il documentario sull’industria del cibo in volo

Lo step successivo, infatti, è stato quello di aprire un blog (costantemente aggiornato sulle novità di settore), per raccontare le esperienze con il cibo a bordo da semplice passeggero:65 le compagnie sperimentate, per un totale di oltre 400 voli che ne fanno un vero esperto del genere, e recensore provetto. Ed è tutto documentato sul sito, che dal 2012 raccoglie sorprese e delusioni ad alta quota, in attesa che il materiale raccolto possa trasformarsi in un documentario sul mondo del cibo a 10mila metri che Loukas ha intenzione di finanziare tramite crowdfunding (su Indiegogo).

Nel frattempo, però, l’esperto ha stilato una classifica dei pasti migliori, fornendo ai viaggiatori che non vogliono rinunciare a un buon pasto in aereo un’insolita guida gastronomica, che dispensa premi e stoccate. Perché in fondo dove sta scritto che in aereo si mangia male? Negli ultimi tempi molti si rifugiano nelle food hall di scali internazionali sempre più all’avanguardia in fatto di offerta gastronomica (e non mancano i nomi celebri), ma su chi può contare il viaggiatore in cerca di un ottimo servizio di ristorazione a bordo?

Buoni e cattivi. Tra lusso e low cost

Loukas non ha dubbi e sceglie la proposta di Turkish Airlines, anche per i voli di breve durata. I pasti sono buoni e il servizio attento, un po’ come avviene sui velivoli della compagnia greca Aegean, in vetta alla lista delle europee grazie all’attenzione per la cucina locale e regionale.

In Asia, invece, si distinguono gli standard elevati di Singapore Airlines e Japan Airlines, soprattutto in prima classe (profusione di aragoste e caviale, e possibilità di prenotare i piatti in anticipo). E se invece scommettiamo sul low cost?

Anche in questo caso il consiglio ci porta in Turchia, con Pegasus Airlines, ma anche la nipponica Peach non deluderà le aspettative dei passeggeri gourmet.

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