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Hater: l’app per conoscere chi odia le tue stesse cose

C’era una volta l’amore, verrebbe da dire. Sì, perché fino ad oggi le app di incontri si basavano principalmente sulle affinità caratteriali e sui gusti in comune. Adesso invece è nata Hater, l’app che permette agli iscritti di far ritrovare le persone e far nascere nuove storie d’amore in base a ciò che entrambi odiano.

Hater: quando l’odio unisce

Il motto del sito è: “Condividi le cose che odi con chi ami“. Non male come trovata di marketing, visti anche i picchi di odio che l’intera umanità sta vivendo da qualche anno a questa parte. Ma come funziona Hater? I passaggi sono molto semplici: basterà scaricare l’applicazione sul proprio samrtphone ed entrare nella piattaforma per poter iniziare ad esprimere il proprio odio verso determinati argomenti.

Sono più di 3mila gli argomenti disponibili: si parte con l’immancabile Donald Trump, per arrivare alla marijuana e a coloro che odiano le chips rotto all’interno della salsa guacamole. Beh, diciamo che non manca proprio nulla. Per ogni argomento proposto sarà possibile decidere il proprio “sentimento”, infatti appariranno delle emoji su cui scorrere il dito: per l’odio si deve scorrere verso il basso, per l’amore verso l’alto, a destra per dire che piace e a sinistra per dire che non piace. C’è anche una quinta opzione, ovvero la chiusura della scheda, per esprimere neutralità.

Una volta terminato questo quiz l’algoritmo di Hater si mette subito all’opera e mostra alcuni dei profili più in linea con le precedenti scelte. In pratica la logica che sta dietro a questa applicazione non è altro che quella di Tinder, ma la differenza è che qui è l’odio e l’antipatia ad avvicinare e unire, non l’amore e la comunanza di interessi.

Condividere un sentimento negativo promuove la vicinanza tra le persone

È questa la conclusione a cui è giunta la psicologa Jennifer Bosson, docente di Psicologia Sociale all’Università della Florida Meridionale, in una ricerca datata 2006. Infatti, al termine di un esperimento, riportò che le persone tendono a voler “conoscere altre persone che odiano la stessa gente“.

Una rivoluzione, dunque, quella di Hater. Perché finora i social network hanno basato la loro filosofia sulla condivisione di positività e sentimenti affini. Con Hater, cambia tutto, ma non troppo. Infatti resta la finalità dei social, ovvero quello di far incontrare e ritrovare persone. Per odi in comune non importa. L’importante è creare relazioni. Ed in questo Hater non dovrebbe fallire.

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