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Facebook Insights: in arrivo nuove metriche per i video

Chiunque si occupi di social media marketing non può non aver sentito almeno una volta il termine Facebook Insights, ovvero le metriche che permettono di analizzare e valutare le performance della pagina. Un metro di giudizio, dunque, sul lavoro svolto. Tutti i post vengono passati sotto questa lente d’ingrandimento, tra cui anche i video. Ed ecco che proprio per questa tipologia dicontenuti Facebook ha pensato a dei nuovi Insight.

Facebook Insights: come calcolare le performance dei video

Vediamo nel dettaglio le novità introdotte per quanto riguarda le metriche video. Fino ad oggi Facebook forniva la possibilità di conoscere i dati sui minuti di visualizzazione in riferimento ad un video, mentre adesso sarà possibile conoscere il totale dei minuti di visualizzazione dei video sulla pagina. Una novità che permette di conoscere le prestazioni di ogni post del genere.

Non solo questo, infatti tra le novità dei Facebook Insight c’è spazio per conoscere le visualizzazioni dei video che durano 3 secondi e per confrontare in maniera più dettagliata le prestazioni dei video in un determinato periodo di tempo.

Per avere una visione chiara del lavoro svolto serve anche il benchmark. E questo per permettere agli editori, ma anche agli inserzionisti, di valutare le performance. “I parametri di riferimento vengono calcolati in base al periodo di tempo selezionato – dicono i vertici di Facebook – Ad esempio, quando un editore seleziona un periodo di 7 giorni per la misurazione, il Benchmark sarà costituito dai dati dei precedenti 7 giorni.”

Ed infine un altra novità molto importante: con questo aggiornamento di Facebook Insights sarà possibile ordinare e classificare i video della propria pagina in base alle visualizzazioni o ai minuti visti. Un modo semplice per comprendere in pochi passaggi quale tipologia di video ha reso maggiormente e quali invece non sono da ripresentare al pubblico.

Gli Insights dunque si rinnovano, anche se non in maniera così esagerata, ma permettono agli editor e agli inserzionisti di avere sotto mano una mole di dati sempre più specifici, in modo da offrire contenuti maggiormente adatti. E questo giova a loro ma anche allo stesso Facebook.

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