,

Email transazionali come strumento di engagement: non solo newsletter

Come utilizzare le email transazionali nella proprie campagne digitali

Nell’email marketing si possono distinguere tre macrocategorie di email: le email transazionali (conferma d’iscrizione, acquisto, ricevuta, disiscrizione etc.), le newsletter (info generiche sul prodotto/servizio per coinvolgere il lettore) e le DEM (direct email marketing con scopi commerciali di vendita e aumento del fatturato).

Le email transazionali, per loro natura, hanno alti tassi di apertura. Sono pensate per rispondere in automatico ad azioni consapevoli dell’utente (come iscrizione o acquisto) che aprirà l’email per controllare se l’operazione è andata a buon fine o meno. E’ utile, quindi, sfruttare questa opportunità e pensare bene al contenuto cercando di personalizzarlo (maggiori info sull’importanza della personalizzazione qui) .

Come creo engagement con le email transazionali?

Esistono diverse email transazionali; per identificare quelle più importanti possiamo partire da un modello a obiettivi (modello Dave McClure’s Pirate Metrics) applicabile non solo alle strategie di email ma, anche, a tutti gli altri strumenti di digital marketing.

1-sales-funnel-in-tints-of-orange
Fonte: https://blog.kissmetrics.com/

Ogni business nasce con propri scopi ed esigenze; questo modello può esser una strada, ma ne esistono infinite altre. Vediamo, nello specifico, alcuni tipi di email transazionali in linea con questi cinque obiettivi di coinvolgimento del lead.

 

Acquisizione: welcome email

Fonte: www.reallygoodemails.com

L’utente ha dimostrato interesse per il prodotto/servizio/sito lasciando i suoi contatti.

Cercate di capire che percorso ha intrapreso per conoscervi, dove si è soffermato sul sito, che prodotto ha messo nel carrello, che cosa lo ha incuriosito di più. Usate le informazioni per completare questa email di benvenuto, magari con un’offerta (es. spedizione gratis) o un invito.

 

Attivazione: inizio della relazione

L’utente è registrato; prima di iniziare a sparare newsletter generiche senza scopo né ragione è utile assicurarci di aver raccolto abbastanza informazioni sul lead. Ha aperto la welcome email? Ha risposto positivamente alla call to action? Il livello di interazione con il nostro sito è buona? Ha un forte interesse per noi? Questa “seconda” email deve aiutarci a rispondere meglio alle sue esigenze specifiche; è utile, quindi, aver un approccio informale, con un layout anche solo testuale e lasciare il proprio contatto per aiutarlo nella navigazione del sito o nella scelta del prodotto/servizio.

Coinvolgimento: retention

L’utente vi ha scelto per quello che proponete ma non è attivo quanto vorreste. In questa fase inviare una newsletter mensile o settimanale può essere una strada per mantenere la relazione viva ma, come si farebbe in qualsiasi relazione umana, non sarebbe meglio dimostrare passione e interesse per i propri follower, personalizzando le informazioni?

We-miss-you
Fonte: www.reallygoodemails.com

Nell’immagine vediamo una email di duolingo (l’applicazione per imparare inglese) e rappresenta un tentativo per riallacciare la relazione e coinvolgere l’utente; questo tipo di email potrebbe essere strutturata anche con un tono meno diretto andando a stimolare il lead sui traguardi raggiungi (lezioni effettuate, punti accumulati per gli acquisti etc.) seguendo un meccanismo di fidelizzazione.

Passaparola: referral

L’utente è completamente fidelizzato, attivo nelle diverse iniziative digitali dell’azienda, effettua acquisti/conversioni con regolarità. Perché non proporgli sondaggi, richieste di feedback o invitandolo a coinvolgere i propri amici a provare il servizio? Delle email transazionali, questa più delle altre, potrebbe giovare di test di efficacia (scopri come testare le proprie email con A/B Testing) su segmenti di database con caratteristiche simili (giovani, adulti, uomini, donne, Milano, Torino etc.) o su traguardi raggiunti (acquisti, lezioni fatte, obiettivi superati etc.).

Ringraziamento: recepits

Reservation-Confirmed
Fonte: http://reallygoodemails.com

L’utente ha effettuato l’acquisto, la conversione, l’azione che vi eravate prefissati come obiettivo. Ha scelto voi e sicuramente aprirà la ricevuta. Perché non ringraziarlo e sfruttare l’occasione per dimostrare che ha fatto la scelta giusta?

Nell’immagine AirB&B descrive le specifiche dell’ordine, la spesa sostenuta, la localizzazione e le immagini dell’appartamento dando un quadro completo della prenotazione.

 

Queste sono solo alcune delle email transazionali che possono essere ideate in una strategia di marketing complessa; su questo sito potete trovare idee e spunti utili per rendere la vostra campagna email sempre più efficace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *