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Classifica libri 2016, 12 libri da leggere per Mondadori

I dodici libri imperdibili di questo 2016

Realizzare una classifica dei migliori libri da leggere non è mai facile. Non è come rapportarsi alle visualizzazioni di un video su YouTube o ai dati sulla crescita occupazionale in Italia. E’ qualcosa di molto personale, di intimo di speciale, proprio come il rapporto che si crea tra il libro e il lettore.

E’ praticamente certo infatti, che una classifica dei migliori libri di un dato anno (secondo Mondadori), verrà sempre criticata, pur nell’assoluto rispetto di chi l’ha stilata, in quanto si vorrebbe vedere un determinato libro piuttosto che un altro o perché la posizione in classifica di un libro letto non è quella che ci si aspettava. Insomma chi più ne ha più ne metta. Ma nonostante tutto questo è necessario continuare a stilare le classifiche dei libri affinché esse diano spunti di riflessione e vivacizzino almeno un po’ il dibattito culturale.

 

Detto questo nemmeno noi potevamo esimerci dal proporvi una classifica dei libri 2016:

Primo posto

La prima posizione nella nostra classifica è occupata da Tre giorni, una vita di Pierre Lemaitre. Un bellissimo romanzo attraverso cui lo scrittore ci insegna che anche a dodici anni si può essere omertosi e riuscire a nascondere un incidente dalle conseguenze tragiche.

Secondo Posto

La medaglia d’argento va ad un romanzo che racconta le avventure e disavventure di due sorellastre in viaggio attraverso l’America degli anni Quaranta, tra cartomanzia, innamoramenti disastrosi e incursioni nello sfavillante mondo dello spettacolo. Di che si tratta? Ma di Beate noi di Amy Bloom.

Terzo Posto

Per la nostra medaglia di bronzo abbiamo pensato a Dove comincia il mondo. I primi racconti di Truman Capote, su cui poco abbiamo da aggiungere. Preferiamo sia il libro a parlare.

Quarto Posto

La nostra quarta posizione è occupata da Bill Clegg e il suo Mai avuto una famigllia. Una storia costruita alla rovescia: il triste epilogo ci è chiaro fin dalle prime pagine, e poi andiamo a ritroso nel tempo, seguendo i fili di ciascun racconto, per arrivare ai nodi, all’essenza complicata di tutte le famiglie del mondo. Bello, toccante, uno di quei libri che restano vicini

Quinto Posto

In quinta posizione abbiamo pensato di inserire Angela Carter e il suo Figlie Sagge.

Sesto posto

Siamo giunti a metà classifica dove abbiamo il piacere d’incontrare Alice Basso con il suo Scrivere è un mestiere pericoloso. Vani sta bene solo con se stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell’ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa quasi impossibile, perché Vani non ha mai preso una padella in mano. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina.

Settimo posto

La classifica inizia a divenire via via sempre più corta. Siamo giunti alla settima posizione dove incontriamo Annie Ernaux con il suo romanzo L’altra figlia.

Ottavo Posto

Ottava posizione occupata da Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout. Al centro della storia ci sono Lucy e sua madre. Non si vedono da anni, non sono mai andate d’accordo e non si sono mai capite. Neanche quando Lucy se ne è andata dall’Illinois, dove è nata, perché, a volte, è meglio dimenticare che non rimanere tra persone e luoghi legati a un’infanzia di miseria e infelicità. Attraverso una narrazione in prima persona, la protagonista ricostruisce la sua storia, quella di sua madre e delle persone che entrambe ricordano, trasmettendoci gioie e dolori della vita attraverso tanti piccoli dettagli. Un romanzo in puro e necessario “stile Strout”.

Nono posto

La classifica va via via assottigliandosi. In nona posizione abbiamo inserito Porcelain. Storia della mia vita di MobyUn’autobiografia che incuriosirà non solo gli appassionati della musica di Moby, ma anche coloro che vorrebbero conoscere la New York degli anni ottanta e novanta,

Decimo Posto

Al decimo libro troviamo un esilarante libro che ci dimostra che in fin dei conti non siamo così lontani dai primati dai quali discendiamo: Nella giungla di Park Avenue di Wednesday Martin.

Undicesimo posto

Siamo giunti al penultimo posto della nostra classifica abbiamo Isidoro Meli con il suo La  mafia mi rende nervoso.

Dodicesimo posto

Siamo giunti alla fine di questo viaggio nei libri più interessanti del 2016. Al dodicesimo posto abbiamo Il cappotto della macellaia di Lilia Carlota Lorenzo. Giallo, e divertentissimo. Lilia Carlota Lorenzo porta in Italia il carattere più autentico dell’America Latina. Fonde le atmosfere magiche e i colori di Gabriel García Márquez e la passione malinconica del tango di Gardel per creare una propria voce: ironica, indolente, sboccata e sanguigna. Ci regala personaggi dalla scorza durissima, situazioni crude e surreali che ricordano quelle dei film dei fratelli Coen e ci fa sentire come gli abitanti di Palo Santo, ancorati a un mondo che sembrerebbe non esistere più, che ha una sola strada battuta lungo la ferrovia e dal quale non vorremmo più andarcene.

E con questo non ci resta che augurarvi buone letture.

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