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Call of Duty, diventerà un progetto cinematografico

Uno dei trend cinematografici che non passa mai di moda è quello di trasportare sul grande schermo i videogiochi di successo. Come non ricordare film come Super Mario Bros. del 1993, tratto come si può ben intuire della fortunata saga, oppure Final Fantasy del 2001 tratto dall’omonimo videogioco, lo sparatutto Doom portato sul grande schermo nel 2005.

Indimenticabile rimangono Angelina Jolie nei due film su Tomb Raider del 2001 e del 2003 e Milla Jovovich nella saga zombie di Resident Evil appena conclusa dopo 6 film. Per quanto riguarda gli incassi fra tutti quelli di questo genere, se si può chiamare così, il più remunerativo è stato Warcraft – L’inizio con 430.010.135 dollari ed Angry Brids con 341.580.281 entrambi nel 2016. Il prossimo titolo che verrà proiettato sui grandi schermi sarà Call of Duty.

Il film

Dopo tredici capitoli e sei spin-off la casa di produzione Activision Blizzard ha annunciato la volontà di trasformare Call of Duty in un universo cinematografico come già successo e visto nel caso dei film di casa Marvel. A guidare questo progetto sarà Stacey Sher, già produttrice di The Hateful Eight, e Nick van Dyk con un passato in casa Disney.

L’obiettivo è quello di realizzare un film che racconti la classica storia dietro la storia. In progetto potrebbe esserci anche una serie tv che invece si focalizzi sui primi videogiochi originali di Call of Duty, ambientati ai tempi della seconda guerra mondiale. Ancora le informazioni su quando dovrebbe uscire nelle sale non sono precise ma i rumors che arrivano dalla Activision Blizzard dicono che non sarà pronto prima del 2018.

Commenti

In una recente intervista al The Guardian, Sher e van Dyck hanno parlato del film.

“Abbiamo pianificato il tutto in molti anni. Abbiamo messo insieme questo gruppo di scrittori per parlare di che direzione avremmo preso.

Ci sarà un film che sarà simile a Black Ops, la storia dietro la storia. Mentre quello ispirato alla serie Modern Warfare è più incentrato su come sia combattere una guerra con gli occhi del mondo puntati su di te. E magari dopo qualcosa che sia un ibrido, dove verrà trattato quello che succede nel privato, operazioni sotto copertura e allo stesso tempo operazioni alla luce del sole.”

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