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A/B Testing email, impostare una campagna email di successo

Come testare le proprie campagne email e scegliere la migliore

A/B Testing email: scopri come costruire una campagna di test di successo!

Conservare e valorizzare gli utenti già registrati nel nostro database devono essere obiettivi fondamentali; perché? Un follower già registrato è un valore certo/sicuro; un utente fedele crea autorevolezza e credibilità attorno al brand e può diffonderle attraverso il word of mouth digitale contribuendo ad attirare nuovi fan e nuovi potenziali clienti.

Testare i contenuti digitali, per capire quali siano i più apprezzati dalla nostra audience diventa, quindi, strategico; questa operazione è chiamata L’A/B Testing ed è utilizzata per valutare le performance di gran parte degli strumenti di interazione digitale (sito web, campagne online, email marketing, più info).

A/B Testing sulle email

Fonte: https://www.digitalthing.com.au/

L’A/B Testing sulle email (chiamato anche split testing) consiste, banalmente, nel testare due o più versioni di una stessa email verificandone le performance in termini di aperture, appealling o coinvolgimento del lettore. Vediamo i passaggi fondamentali per creare un A/B Testing efficace.

Step 1: cosa testare?

Innanzitutto è necessario definire un obiettivo da raggiungere; per esempio aumentare il tasso di apertura (open rate) o il numero di contatti o, ancora, avere una maggiore interazione del lettore con il contenuto. Gli scopi possono essere diversi e dipendono dalla natura del business e dalle necessità relative. Deciso l’obiettivo sarà più facile capire quali variabili testare. Come sappiamo, una email (newsletter, commerciale, informativa etc.) è composta di diversi elementi; i più comuni da poter valutare sono:

Oggetto della mail: importantissimo per il tasso di apertura (open rate). Provate a riflettere: quando dovete decidere se cestinare una mail o aprirla, su che basi lo decidete?

Layout: da considerare per capire come il lettore preferisce visualizzare il messaggio (una o due colonne, disposizione delle immagini, visualizzazione del testo).

Call to action: determinante. Permette di comprendere se il lettore interagisce o meno con il contenuto del messaggio (es. inizio del processo di acquisto di prodotti, registrazione ad un form, atterraggio sul sito internet).

Tempi di invio: in che giorno della settimana? A che ora?

Non esistono solo queste variabili all’interno della email; possono essere testati anche il contenuto, le personalizzazioni, il mittente e via dicendo. Sicuramente oggetto e call to action sono gli elementi più influenti. Meglio testare una variabile alla volta per ottenere risultati più semplici da comparare e consultare.

A chi inviare?

Più contatti vengono compresi nell’A/B Testing meglio è, perché si avranno risultati più completi. Gli utenti dovranno essere scelti a random e non ricevere entrambi i messaggi (maggiori info). Meglio, quindi, prevedere liste separate di invio, oppure affidarsi a piattaforme collaudate come MailChimp, Costant Contact Campaing Monitor (tools di invio più popolari) che permettono di definire e monitorare funzioni complesse di A/B Testing. Si può anche decidere di testare solo una parte del database, e, se la piattaforma lo permette, inviare la combinazione di variabili vincente ai contatti rimanenti.

Cosa analizzare?

Tutto dipende dall’obiettivo prefissato per ogni A/B Testing effettuato; aumentare il tasso di apertura (open rate) o l’interazione del lettore con il messaggio (click through rate) o, ancora, la conversione dell’utente. È bene che ci sia coerenza fra il messaggio che viene inviato (es. offerta dell’5% sul prodotto) e ciò che è riportato sulla landing page (form o sito), altrimenti il percorso d’acquisto/conversione ne risentirà.

Infine?

Archiviate i dati raccolti, create uno storico dei risultati in modo da poter consultarli in futuro e migliorate di volta in volta l’efficacia dei vostri invii.

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